Strasburgo, è morto Antonio Magalizzi, la lettera scritta dai suoi amici commuove tutti

E’ morto Antonio Megalizzi, il giovane reporter italiano colpito alla testa da Cherif Chekatt nell’attacco al mercatino di Natale di Strasburgo. Fonti della Farnesina hanno confermato il decesso del giornalista. Il giorno dell’attentato Megalizzi si trovava a Strasburgo per seguire per Europhonica le sedute plenarie del Parlamento europeo.

Amici, studenti e colleghi giornalisti di Antonio Megalizzi hanno affisso un foglio sulla porta della casa di via Centa, a Trento, dove lo speaker ferito e ucciso a Strasburgo viveva assieme ai genitori e alla sorella, negli edifici riservati ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato. È un testo commovente, che in queste ore costringe decine di passanti e di vicini di casa a fermarsi e a leggere, lasciando poi altri ricordi personali e inviti «a resistere e a ritornare a impegnarti per un’Europa con meno confini e con più giustizia».

Il testo della lettera aperta ad Antonio, scritto da uno studente universitario a nome di tutti, è questo: «Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva. Se potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare e farei in modo che si sciolgano come il sale. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Così Antonio lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico che ti resta vicino».

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