Silvia d'Amico Bendicò, figura di spicco del cinema italiano, è morta a 85 anni. La notizia è stata annunciata dalla Fondazione Franco Zeffirelli, che ha espresso il proprio cordoglio ricordando il legame professionale e personale della famiglia d'Amico con il regista.

Nata a Roma il 2 dicembre 1940, terza figlia della sceneggiatrice Suso Cecchi d'Amico e del musicologo Fedele d'Amico, Silvia si è formata tra Roma e Milano, studiando filologia e letteratura russa. Dopo un inizio nel cinema come sceneggiatrice nel 1961 con Il brigante di Renato Castellani, ha seguito la nascita della prima agenzia di attori in Italia, la William Morris, nel 1960, prima di dedicarsi alla produzione cinematografica e televisiva.

Tra i suoi lavori più noti figurano i film La ragazza in prestito (1964) e Correva l'anno di grazia 1870 (1972). In televisione ha prodotto la serie La famiglia Benvenuti (1968-1970), un grande successo di ascolti, e Tre donne (1970) con Anna Magnani. Dal 1974 al 1977 ha condiviso una relazione con Roberto Rossellini, producendo il suo film Il Messia (1975) e progettando insieme Lavorare per l'umanità, rimasto incompiuto. Tra i film più significativi che ha prodotto figurano State buoni se potete di Luigi Magni (1983), Oci ciornie di Nikita Michalkov (1987) e Il cielo cade di Antonio e Andrea Frazzi (2001). Ha inoltre contribuito a documentari biografici come Suso. La signora del cinema italiano (2007), Ritratto di sconosciuto - Marcellus Dominicus Vincentius (2006) e Roberto Rossellini: Frammenti e battute (2008).

La Fondazione Franco Zeffirelli ha espresso il proprio cordoglio con un post sui social: "Protagonista della cultura e del cinema italiano, Silvia d’Amico apparteneva a una famiglia la cui storia è stata strettamente legata anche a Franco Zeffirelli, sul piano personale e professionale. Alla famiglia d'Amico giungano le condoglianze e la vicinanza del presidente Luciano Alberti e di tutta la Fondazione Franco Zeffirelli".

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